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Facciate Verdi: architettura e natura

Fin dall’antichità l’uomo ha tratto ispirazione dalla natura per riprenderne le proporzioni e quindi la bellezza, ma anche per capirne i meccanismi che regolano il mondo animale e vegetale con il fine di adattarli alle proprie esigenze. L’Architetto catalano Antoni Gaudì, emblema di ciò, rielaborava le forme che vedeva nella natura riuscendo a creare delle vere e proprie opere d’arte, uniche e irripetibili. Tali riferimenti non avevano solamente un valore estetico, ma davano un valore aggiunto al funzionamento dell’edificio, inteso come organismo architettonico. Così i pilastri delle navate all’interno della Sagrada Familia riprendendo la sinuosità degli alberi determinano un’illuminazione mistica della chiesa. Così come la sezione aurea, ampliamente utilizzata come riferimento progettuale, riprende le proporzioni dalla natura.

Di pari passo con l’evoluzione tecnologica è andata a formalizzarsi, negli ultimi anni, una disciplina chiamata biomimesi, che ponendosi tra la biologia e la tecnologia, si occupa proprio di studiare e imitare le caratteristiche degli esseri viventi come modello cui ispirarsi per il miglioramento delle attività e tecnologie umane.

La biomimesi o biomimetica trova ampio campo di applicazione nel settore del design e dell’architettura, basti pensare all’evoluzione che c’è stata nel progetto delle facciate degli edifici architettonici.

La facciata infatti non si pone più come scocca statica ma diviene un elemento intelligente (facciate intelligenti), cangiante a seconda della posizione del sole, mobile e viva in grado perfino di produrre energia. Ciò è fondamentale perché intendendo l’edificio come un organismo, la facciata ha un ruolo chiave nell’efficienza energetica del manufatto, facendo da filtro con l’ambiente esterno. Insieme all’esigenza di ragionare su un modo sostenibile di produrre energia, ad Amburgo è stato realizzato il primo edificio a bioenergia, ricavata da alghe.

Nel sottofondo marino, le alghe si muovono seguendo il moto ondulatorio delle correnti e delle onde e questo movimento produce energia meccanica, da qui l’inizio per l’ispirazione per un prodotto volto alla produzione di energia elettrica rinnovabile e sfruttare la fotosintesi per la produzione energetica Il rendimento delle alghe marine, infatti, confrontato alle piante terrestri è molto più elevato, fino a cinque volte di più.

 

BIQ HOUSE di AMBURGO

Il progetto prende il nome di BIQ (Bio Intelligent Quotient) House, terminato nel 2013 è stato realizzato dalla multinazionale Arup all’interno dell’ International Building Exhibition. Il progetto si inserisce nel piano di rigenerazione urbana, sviluppato dal 2007 al 20013, che ha visto come protagonista il quartiere tedesco di Wilhelmsburg, trasformandolo in una smart city, sostenibile e energeticamente autonoma.

Biq House è una residenza passiva dotata di due facciate caratterizzate da un rivestimento a intonaco e le altre due, quelle più esposte all’irraggiamento solare, dotate di una seconda pelle caratterizzata da un sistema di vetrocamere contenenti micro alghe che riescono a soddisfare il fabbisogno energetico dell’intero edificio.

Così all’interno di una serie di bioreattori, posti in facciata, vengono coltivate le micro-alghe e grazie al processo di fotosintesi viene prodotta energia green. Basandosi sulla fotosintesi, una maggiore esposizione al sole velocizza la crescita delle alghe aumentando proporzionalmente l’energia prodotta.

A fine vita una parte delle alghe, viene raccolta e separata dal resto e trasferita in un vano tecnico presente nell'edificio. Le piantine sono fermentate per generare biogas in un impianto termico centralizzato di quartiere. BIQ è stato inoltre dotato di un impianto di trattamento anaerobico delle acque reflue, i cui liquidi nutrienti vengono utilizzati per alimentare le alghe. Il risultato è un prospetto caratterizzato da brise-soleil naturali e dalla caratteristica intrinseca, proprio dello strato di alghe, di isolare l’edificio, limitando una dispersione termica tra interno ed esterno. La facciata dal colore mutevole a seconda del sole, appare così in movimento diventando parte del concept architettonico.

 

Bio-Intelligent-Quotient-House
BIQ_Moduli_facciata_alghe

 

La facciata di un edificio viene a configurarsi come la pelle di un organismo e assume un’importanza centrale nel progetto architettonico. Dalle soluzioni green come le alghe fino all’utilizzo di tecnologie avanzate per creare vere e proprie facciate intelligenti, in linea con quella che è la sfida più grande che l’architettura si trova ad affrontare ossia ottimizzare le risorse e assicurare una progettazione sostenibile.

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