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La canapa in bioedilizia

di Ivano Menso


Materiali a km0 e tecniche della tradizione

La coltura della canapa è tornata fortemente alla ribalta negli ultimi anni in Italia, dopo un periodo di oblio quasi totale a partire dal secondo dopoguerra. Da coltura tradizionale, radicata nella storia e nel paesaggio del territorio nazionale al punto di essere ad esempio il fulcro del sistema protoindustriale del Piemonte meridionale, la canapa è stata rapidamente sostituita dalle fibre di origine artificiale, perdendo quindi la centralità nel ruolo socioeconomico che aveva avuto per secoli. Oggi la canapa può tornare ad essere motore di sviluppo locale di filiere corte che a partire dall’agricoltura bio-ecologica possono arrivare a interessare anche le sfere dell’agroalimentare e della bioedilizia.

 

VANTAGGI E CRITICITA

Nello specifico, le principali applicazioni in bioedilizia si riscontrano nell’impiego del bio-composito di calce e canapa sia per le nuove costruzioni sia per gli interventi di retrofit sull’esistente. Il principale vantaggio nell’utilizzo di tale tecnologia è da ricercarsi nell’abbattimento dell’emissione di CO2 dell’intero processo costruttivo, nella riduzione dell’impronta ecologica del cantiere e nella possibilità di impiegare materiali a km0 e tecniche della tradizione per la realizzazione di abitazioni veramente sostenibili. La tecnica è già stata impiegata con notevole successo in Francia, in Inghilterra, e in qualche caso anche in Italia, soprattutto per quanto riguarda nuove costruzioni a telaio di legno a basso impatto ambientale. Attraverso il corretto mix design, il bio-composito può essere utilizzato per formare mattoni o murature gettate in opera che presentano ottime caratteristiche dal punto di vista termo-igrometrico, della traspirabilità e della resistenza al fuoco.

 

IL BIO-COMPOSITO DI CALCE E CANAPA

La miscela di calce e canapa è quindi ottenuta dalla combinazione della parte legnosa dello stelo, il canapulo, della calce quale legante e di acqua. Una volta mescolato con acqua e calce, il canapulo, essendo molto ricco di silice, subisce un processo di carbonatazione nel quale il legno viene mineralizzato. La miscela viene lavorata in un’impastatrice e quindi applicata a mano o a spruzzo con una macchina, in funzione dell’organizzazione del cantiere e dell’intervento da realizzare. Successivamente alla messa in opera, il bio-composito di calce e canapa indurisce per evaporazione dell'acqua, carbonatazione e idratazione della calce. Le principali caratteristiche termo-igrometriche reperibili in letteratura (le cui variazioni sono da imputarsi alla diversa densità del mix), sono le seguenti:

  • Massa volumica a secco: 300 - 900 kg/m3;
  • Coefficiente di conduttività termica: 0.04 - 0.12 W/mk;
  • Calore specifico: 1.00 - 1.50 kJ/kgK;
  • Fattore di resistenza al vapore: 4.50 - 6.00;
  • Resistenza alla compressione: 0.20 - 1.00 N/mm2;
  • Energia incorporata: 70 - 300 MJ/m2;
  • Classe di resistenza al fuoco (norma EN 13501-1): categoria A2(s1d0), resistente alla fiamma senza rilascio di fumi tossici o D-infiammabili.

canapa-bioedilizia

 

LE APPLICAZIONI DELLA CANAPA IN EDILIZIA

Gli edifici di nuova costruzione o in ristrutturazione, possono essere interessati quasi in ogni lavorazione dall’impiego della canapa. Riassumendo, il bio-composito può trovare le seguenti applicazioni in edilizia:

  • Massetti e sottofondi
    Dopo la preparazione del fondo e la posa della rete impiantistica, è possibile stendere il massetto di calce e canapa come un qualsiasi sottofondo tradizionale; successivamente si possono quindi posare i successivi strati della pavimentazione.
  • Murature gettate in opera con armatura a telaio
    di legno Una volta preparata l’armatura a telaio di legno che costituisce l’ossatura portante della nuova abitazione, si passa alla formazione della casseratura e al getto del bio-composito per la formazione della nuova muratura; successivamente si realizzano le tracce per la posa dell’impiantistica e gli strati di finitura interni ed esterni a calce.
  • Murature composte da blocchetti prefabbricati
    Il bio-composito viene gettato in speciali casseri per formare blocchetti simili a quelli di laterizio; successivamente i blocchetti possono essere impiegati per la formazione di contropareti interne ed esterne soprattutto per interventi di riqualificazione energetica.
  • Isolamento di intercapedini
    Gli interventi di riqualificazione energetica dell’edilizia recente spesso prevedono l’insuflaggio di materiale isolante all’interno dell’intercapedine dei muri di tamponamento esterno; il materiale da insufflare in questo caso è il solo canapulo sfuso, attraverso le normali tecniche già in uso per altri materiali di origine sintetica.
  • Isolamento a cappotto interno ed esterno
    Nei casi in cui sia possibile procedere con un cappotto interno o esterno per la riqualificazione di un immobile, il bio-composito di calce e canapa può essere posato in blocchetti, gettato in apposite casseforme o spruzzato su un controtelaio di legno ancorato alla muratura o direttamente su murature irregolari.
  • Isolamento di coperture
    Le coperture possono essere coibentate sia con il solo canapulo sia con il getto del bio-composito di calce e canapa; grazie alle proprietà della calce, il bio-composito è imputrescibile e inattaccabile da insetti o piccoli animali che invece attaccano le coibentazioni di tipo tradizionale.
  • Isolamento di sottotetti
    In analogia a quanto già esposto per i massetti e le coperture, il bio-composito può essere impiegato per isolare i sottotetti sia all’intradosso sia all’estradosso.

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