LA CASA SOSTENIBILI

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Un concetto in continua evoluzione.

Da qualche anno si è diffuso nella nostra cultura un concetto esteso di “casa” che nelle sue declinazioni pone l’attenzione sul livello di sostenibilità dell’edificio, come se per classificare un progetto non si potesse ormai far a meno di definire gli standard tecnici rispettati e il livello di prestazione energetiche garantite. In effetti si fa sempre più netta la distanza terminologica e concettuale tra gli edifici che potremmo per comodità definire “normali”, costruite cioè secondo un modello costruttivo “tradizionale”, e quelli più moderni che, nella necessità di doversi distinguere dai primi secondo un criterio di maggior rispetto dell’ambiente, accolgono le varie accezioni di: case a basso consumo, casa passiva, case verdi e casa ad emissioni zero. Su questi termini però si è acceso un dibattito culturale di non poco conto in quanto il più delle volte vengono usati, anche in sede di pareri tecnici espressi da professionisti del settore, in maniera impropria come se potessero riferirsi indistintamente ad ogni unità abitativa che accolga una qualche forma di tecnologia per abbattere il consumo energetico. A dire il vero, per quanto si fatichi ancora ad armonizzare i termini in materia e a classificarli con l’indicazione di range tecnico-prestazionali e standard ben precisi, ognuno di queste categorie di case dovrebbe essere attribuita a soluzioni abitative che siano quanto meno coerenti con la definizione scientifica intrinseco del termine. A tal proposito riteniamo si utile condurre un’indagine in merito che delinei, per quanto possibile in maniera sintetica, quelle che sono le differenze terminologiche e concettuali tra le diverse classi di “case sostenibili” attualmente in uso:

Le case a basso consumo [Low Energy House]

Le Low Energy House ad esempio sono generalmente riconoscibili nelle "case con prestazioni energetiche sensibilmente migliori rispetto a quelle minime previste dalle regolamentazioni vigenti". Questo è un esempio tipico di un modello culturale che non riesce a dare una definizione univoca in termini di standard univoci, benché molto si stia facendo in questa direzione attraverso roundtable di settore. La questione delle “prestazioni energetiche sensibilmente migliori” è un esempio dell’estremo relativismo che condiziona la materia. In questo caso ci si riferisce agli edifici caratterizzati da un fabbisogno di energia primaria inferiore al 50% rispetto a quella limite segnalata dalle regolamentazioni vigenti il che significa che nel caso siano state promulgati regolamenti di competenza regionale, con limiti differenti rispetto alla classificazione della classe energetica, si dovranno far riferimento a quest’ultimi. La particolarità di questa unità abitativa è data dal fatto che fa riferimento ad uno standard che può essere acquisito dalle abitazioni preesistenti attraverso interventi di riqualificazione, più o meno invasivi a seconda della necessità di abbattere il consumo primario di energia, a differenza degli altri concetti che richiedono una riprogettazione tout court dell’edificio.

La casa passiva [Passivhaus]

La Passivhaus, a differenza delle case a basso consumo, si riferisce ad uno standard ben codificato di edificio e di relativa prestazione energetica garantita. Nel dettaglio potrà dirsi tale una casa nella quale il clima interno viene mantenuto nelle condizioni di comfort senza l’utilizzo di impianti di riscaldamento e raffrescamento ma solo gestendo ed ottimizzando le fonti energetiche naturali presenti sul territorio dove la casa insiste. Considerati questi presupposti si intuisce subito come il fattore di studio preliminare e la progettazione ex novo di un edificio con caratteristiche prestazionali tanto esigenti sia una parte necessaria, a tal proposito le linee guida suggeriscono la necessità di creare ambienti sostanzialmente compatti in modo da avere a parità di volume una minore superficie disperdente. La disposizione dei locali segue le regole generali dell’architettura bioclimatica: zona giorno orientata a sud e con vetrate tali da poter sfruttare totalmente l’illuminazione ed il riscaldamento naturale dei raggi del sole nell’arco del giorno ed i locali di servizio orientati a nord. Un’altra delle caratteristiche di questa casa è l’ermeticità come presupposto necessario ad una minima dispersione di calore, ovviamente questo aspetto condizionerà la progettazione dei serramenti e di un sistema di ventilazione meccanica controllata che prelevi area dall’esterno e la immetta negli ambienti della casa soltanto dopo un trattamento naturale di pre-riscldamento o pre-raffreddammento. La funzione di riscaldamento è invece pressoché rimandata allo sfruttamento diretto e passivo della radiazione solare, benché siano ammesse le installazioni di stufe a biomassa e/o pompe di calore di piccole dimensioni.

La Zero Energy Building (Zeb)

La Zero Energy Building, altrimenti nota come Net Zero Energy Building (Nzeb), è invece una definizione che riguarda edifici nei quali si porta all’estremo il valore del risparmio di energia primaria al punto tale da accogliere come precondizione necessaria una produzione di energia in loco pari o superiore al fabbisogno annuale ascrivibile all’edificio, una casa caratterizzata cioè da un bilancio energetico annuale sostanzialmente positivo. I Nzeb posso quindi in ultima analisi considerarsi come un’evoluzione del concetto di case passive, delle quali ripropongono di fatto buona parte degli accorgimenti progettuali. Ora, per quanto il tratto distintivo dell’autosufficienza energetica di questo modello abitativo sia chiaro, poco chiaro risulta invece il sistema di fonti rinnovabili da cui sia ammesso assumere energia e come gestire eventuali esuberi o mancanze. Ci si domanda infatti se si possa ricorrere e come debbano essere considerate eventuali approvvigionamenti energetici, seppur temporanei, da fonti fossili. La definizione dei fattori di conversione utili a definire il fabbisogno energetico (in termini di Kwh pertanto) totale annuo “normalizzato” non sono infatti chiari.

Le Case Verdi [Green Building o Sustainable Building]

Quest'ultimo è un concetto riferito agli edifici che accede ad una filosofia progettuale più completa. In questo quadro la valutazione di merito sul bilancio energetico e l’analisi del fabbisogno energetico di una struttura è totale e si estende all’intero ciclo di vita dei materiali utilizzati (Life Cycle Value) fino anche alla dismissione degli stessi. Infatti dal punto di vista energetico gli edifici sostenibili acquisiscono tutti gli elementi già presenti negli edifici ad alte prestazioni energetica descritti, ma pongono anche le questioni aggiuntive e non trascurabili di:

  • La riduzione dell’inquinamento in genere e dei rifiuti del processo costruttivo in particolare,
  • La salvaguardia della salubrità degli abitanti,
  • L’utilizzo quasi esclusivo dell’illuminazione naturale demandando a quella artificiale una mera funzione integrativa, ​
  • Cura dell’aspetto di integrazione totale con il territorio circostante in maniera tale da garantire un minimo impatto visivo con l’ambiente circostante,
  • L’utilizzo di soluzioni di ombreggiamento naturale, rinfrescamento naturale e di tetti e pareti verdi;
  • L’utilizzo quasi esclusivo di materiali naturali a km-0 per minimizzare l’inquinamento dettato dal trasporto in loco dei materiali.

Questo concetto di casa è da considerarsi il più avveniristico e completo considerando le soluzioni tecnologiche attualmente in uso, ma bisogna comunque accettare la naturale evoluzione che il progresso potrà determinare in riferimento a questi concetti nella speranza che standard tecnici e normative riescano a imporne il peso sull’industria. Il passaggio da un approccio puramente legato all’efficienza energetica ad uno che considera anche gli impatti non strettamente energetici, definisce la volontà positiva di affrontare in modo più completo la sfida rappresentata dalla sostenibilità delle unità abitative e degli edifici residenziali e non.

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PROGETTARE SOSTENIBILE

La valutazione delle scelte progettuali.
Il livello di sostenibilità di un edificio dipende dalla scelte progettuali fatte. Tali scelte sono una risposta operativa a un’analisi attenta che i progettisti devono fare. Si tratta di un processo attraverso il quale si ottengono i migliori risultati.

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