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Come scegliere le lampadine in casa

di Francesca Di Mario, Architetto


Scegliere una sorgente luminosa piuttosto che un’altra non è solo una questione di prezzo. Ogni lampadina ha delle caratteristiche specifiche date dai materiali con i quali è realizzata, perciò una tipologia può adattarsi meglio ad alcuni ambienti o esigenze piuttosto che ad altri.

 

E’ capitato a tutti di entrare in un negozio, acquistare un abito ed, uscendo, notare che il colore fosse diverso da quello visto in negozio; questo perché evidentemente le sorgenti luminose utilizzate erano inappropriate per lo scopo. Allo stesso modo si tenderà a scegliere una lampadina economica per ambienti della casa che non necessitano di particolare illuminazione, mentre se ne acquisterà una con buona resa cromatica per il bagno o per quei luoghi per i quali si desidera una illuminazione ottimale. Cerchiamo di saperne di più sull'argomento.

TIPOLOGIA DELLE LAMPADINE (sorgenti luminose)

Anzi tutto è bene sapere che le sorgenti luminose si dividono in sorgenti a materiali solidi e sorgenti a materiali aeriformi (gas e vapori). Innanzitutto sono diversi i principi di funzionamento: le sorgenti a scarica richiedono un sistema di apparecchiature ausiliarie per essere innescate e alimentate, mentre le sorgenti a incandescenza si inseriscono in impianti di alimentazione più semplici, seppure alcuni sottotipi abbiano dispositivi elettromagnetici o elettronici di alimentazione o regolatori del flusso. Qui di seguito vediamo uno schema generale di classificazione delle lampadine disponibili in commercio:

 

  1. Lampadine a incandescenza (a filamento)

    Le lampade a filamento di tungsteno ormai non sono più in circolazione, ma erano utilizzate maggiormente in ambienti interni per via della loro tonalità di luce calda (circa 2750K) e la buona resa cromatica (pari a 100). Questa tipologia di sorgenti è sparita anche per l’elevato consumo energetico a fronte, quindi, di una bassa efficienza luminosa, una ridotta durata di vita (circa 1000 ore) ed alte emissioni termiche.

    lampadina-incandescenza

     

  2. Lampade a ciclo di alogeni

    Agli inizi degli anni sessanta si scoprì che introducendo nell’ampolla vuota, insieme al gas inerte Argon, una miscela di sostanze alogene (iodio o bromo) si otteneva un incremento dell’efficienza luminosa, della qualità dell’emissione e della durata della lampada. Le alogene alimentate a 230V possono essere tubolari a doppio attacco o anche con attacco a vite E27, quest’ultimo tipo possiede un doppio involucro trasparente: il primo al quarzo contenente il filamento con gli alogeni, il secondo esterno in vetro duro al borosilicato con funzioni di protezione e a temperatura inferiore rispetto a quella del bulbo interno. Tra i due involucri si ricava il vuoto. È bene ricordare che insieme alle radiazioni infrarosse le alogene emettono una piccola quantità di radiazioni ultraviolette (UV), che potrebbero arrecare danni ad alcuni tipi di materiali, di fatti si tende a non utilizzarle per illuminare quadri.

     

  3. Lampade alogene PAR

    Sono lampade con ottica incorporata in vetro pressato e rivestito sulla parte interna in ossido di alluminio per riflettere i raggi luminosi. Queste sorgenti a tensione di rete (230V), sono disponibili con attacco E27, E14 e GU10 ed offrono una barriera agli UV e tutti i vantaggi delle alogene:

    • buona qualità della luce (resa cromatica 100),
    • durata (2000 ore)
    • efficienza
    • temperatura di colore 2900 K, circa.
    • accensione e riaccensione istantanee
    lampadina-alogena-PAR

     

  4. Lampadine alogene a bassissima tensione

    La bassissima tensione permette la costruzione di lampade con filamenti di maggior spessore e più corti, così da avere maggiore robustezza, un incremento della durata media ed ingombri molto contenuti. Inoltre si ha meno dispersione di energia termica, quindi maggiore efficienza luminosa. Queste lampade richiedono un trasformatore elettronico.

    • buona qualità della luce (resa cromatica 100),
    • durata (2000-4000 ore)
    • efficienza
    • temperatura di colore 3000-3200 K, circa.
    • accensione e riaccensione istantanee
    lampadina-alogena-bassa-tensione

     

  5. Lampadine LED (Ligh Emitting Diode)

    I LED sono basati su un diverso meccanismo fisico di generazione della radiazione luminosa: in un semiconduttore costituito da due regioni a diverso drogaggio, l’applicazione di una tensione diretta favorisce la ricombinazione di elettroni e lacune e l’emissione di fotoni. I vantaggi sono:

    • elevata efficienza
    • elevata robustezza
    • vita media molto elevata (50.000-90.000 ore)
    • dimensioni ridotte
    • basso consumo
    lampade-LED

    L’efficienza luminosa varia in funzione del colore (giallo 30lm/W, bianco 25lm/W) ma l’emissione si riduce con l’aumento della temperatura. Ormai i led sono utilizzati sia in strisce sia all’interno di corpi che prendono il posto delle vecchie lampadine. Gli unici svantaggi sono: la resa cromatica non è ottimale, la temperatura di colore può dipendere dall’angolo di vista ed è necessario un trasformatore.

     

  6. Lampade fluorescenti

    Per fluorescenza si intende la proprietà di un materiale di emettere luce quando viene eccitato da radiazioni ultraviolette. La sua luminescenza cessa al venir meno dell’azione eccitatrice esercitata dalle radiazioni. Il tubo di scarica, una volta ricavato il vuoto al suo interno, è riempito con uno o più gas rari (argon, neon o kripton) e con il vapore di mercurio a bassa pressione. Gli elettrodi del tipo a caldo sono sottoposti a riscaldamento prima della scarica con un apposito dispositivo chiamato starter. Il gas raro ha funzione di favorire l’accensione: esso è in grado di condurre elettricità a freddo. Dopo le prime scariche iniziali, si instaura l’arco elettrico attraverso il vapore di mercurio ; l’emissione del vapore a bassa pressione è costituita da radiazioni ultraviolette UV-C. le polveri fluorescenti rivestono la parete interna del tubo.

     

  7. Lampade fluorescenti compatte

    Sono lampade che abbinano ai bassi consumi di energia elettrica, le prerogative delle dimensioni ridotte, della compattezza e della versatilità d’uso. Possono essere :

    compatte non integrate: alla base in corrispondenza dell’attacco, sono alloggiati lo starter e il condensatore di rifasamento per il funzionamento con un alimentatore elettromagnetico esterno. Esistono le versioni per l’alimentazione elettronica prive dello starter e del condensatore. In questo caso è possibile regolare il flusso luminoso dal 10% al 100%. Si producono alimentatori forniti di portalampada e di attacco a vite per l’adattamento con portalampada con attacco E27.

    • Durata media 12.000 ore
    • Temperatura di colore (K) 2700-4000 k
    • Resa dei colori 82
    • Efficienza luminosa 57-70 lm/W

     

    compatte integrate: in cui tutti i dispositivi sono incorporati alla base della lampada ed hanno attacco a vite E27 ed E14, hanno ingombri paragonabili a quelli delle vecchie lampade a incandescenza ma con prestazioni nettamente superiori.

    • Durata media 10.000 ore
    • Temperatura di colore (K) 2700 k
    • Resa dei colori 82
    • Efficienza luminosa 50-65 lm/W

 

GLI ATTACCHI

Ogni lampada è provvista di un elemento elettromeccanico che è l’attacco; l’identificazione del quale influenza necessariamente la scelta del portalampada e viceversa. La classificazione degli attacchi è internazionale ed è basata su sigle alfanumeriche come ad esempio i famosi E27 ed E14. La prima lettera maiuscola indica la tipologia di attacco, i più comuni sono:

  • E = ATTACCO A VITE, EDISON (quello delle tradizionali lampade a incandescenza, ora sostituite da altre sorgenti)
  • G = ATTACCO A SPINA
  • B = ATTACCO A BAIONETTA

 

attacchi-lampadine-casa

 

Il secondo carattere è un numero che indica la lunghezza trasversale in millimetri e in base al tipo di attacco si riferisce al diametro, alla distanza tra le due spine o agli spessori dei supporti. Nei casi presi in esempio E14 sta ad indicare 14mm di diametro mentre E27 specifica 27 mm di diametro. Eventualmente presente un terzo carattere con una lettera minuscola, questo informa sul contatto elettrico. Ecco degli esempi di attacchi, per lampade a incandescenza (E14,E27,E40,B15d), a ciclo di alogeni (ER7s, Fa4,G53,G13), a fluorescenza (G5, G13, G24d-1), a vapori di alogenuri metallici (G12):

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