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COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI

CIL e CILA: arrivano i modelli unici.

Niente più moduli comunali e caos per chi dovrà effettuare lavori di edilizia libera che non richiedono particolari autorizzazioni non rientrando né nel permesso di costruire né nella Scia (Segnalazione di inizio attività). A dicembre scorso la Conferenza Unificata ha infatti approvato i modelli unici e semplificati per la Comunicazione inizio lavori [scarica il modulo CIL] e per la Comunicazione inizio lavori asseverata [scarica il modulo CILA], consentendo dunque a imprese e professionisti di operare in una condizione di regole uniformi su tutto il territorio nazionale. Cil e Cila, che cosa sono? Si tratta di due comunicazioni che vanno presentate al Comune per la realizzazione di interventi di edilizia libera. La Cil va presentata senza alcun obbligo di asseverazione da parte di un tecnico per le opere temporanee e destinate a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e comunque entro e non oltre 90 giorni. Va inoltre presentata per le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, per i pannelli solari, per le aree ludiche senza fini di lucro e per gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. Anche la Cila va presentata in Comune, ma deve comprendere una relazione asseverata di un tecnico abilitato. Si ricorre alla Cila per manutenzioni straordinarie, che non intervengono sulle parti strutturali degli edifici, compresi frazionamenti e accorpamenti di unità immobiliari senza cambio di destinazione d’uso e volumetria e per tutte le modifiche interne sui fabbricati a esercizio d’impresa.

La Cila è necessaria anche per realizzare aperture nelle pareti oppure per spostare tramezzi (sempre che non si tocchino le strutture). La Conferenza Unificata ha dunque approvato due schemi predisposti dal ministero della Semplificazione al termine di un lavoro di coordinamento con Regioni e Comuni, ma che ha coinvolto anche rappresentanti dei costruttori edili e dei professionisti tecnici. In base all’accordo sottoscritto il 18 dicembre scorso, gli schemi vanno adottati "entro sessanta giorni dall’adozione in sede di conferenza unificata", cioè entro il prossimo 16 febbraio. Le Regioni potranno adeguare gli schemi alla legislazione regionale, limitatamente ad alcune parti. Poi toccherà agli enti locali adottare i moduli.

Per intervenire e modificare gli edifici e gli appartamenti, oggi con le novità introdotte dallo "Sbocca Italia" (Legge 11 novembre 2014, n. 164) sono state semplificate alcune procedure e abbattuti alcuni costi, previsti dall’attuale norma: il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380).

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