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ETFE materiale per rivestimento facciata

Scopriamo l'ETFE utilizzato come rivestimento in facciata del Mediatic di Barcellona

Laura Tollis, Architetto


E’ sempre più attuale l’esigenza di pensare gli edifici in termini di sostenibilità ed efficienza energetica, così di pari passo alla ricerca progettuale procede senza sosta la ricerca tecnologica per l’utilizzo di materiali e sistemi intelligenti, in grado di ridurre l’impatto ambientale del progetto e assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere le risorse per le generazioni future. In una costruzione, la facciata è l’elemento architettonico che dà il maggior contributo energetico all’intero edificio, perché costituisce il ponte tra l’ambiente esterno ed interno, caratterizzandosi come una vera e propria pelle dell’organismo edilizio.

Per questo si associa sempre di più alla facciata aggettivi come “intelligente” o “dinamica” , per l’evoluzione che sta avendo in termini di materiale e tecnologia.

Nel 2011 a Barcellona viene realizzato il primo edificio con una facciata in ETFE, il MEDIATIC, che viene premiato come architettura dell’anno all’interno del World Architecture Festival, per la sua vocazione sostenibile con gli permette un abbattimento quasi totale delle emissioni di CO2.

 

Il progetto

E’ un edificio situato nel ventiduesimo distretto di Barcellona, su progetto dello studio spagnolo Cloud 9, concepito come un punto di incontro e riferimento per le imprese e le istituzioni con il mondo della tecnologia e dell’informazione.

Il progetto oltre alla valenza in sé, ha rappresentato un’opportunità unica per recuperare la vocazione produttiva del quartiere Poble Nou e creare un’importante polo tecnologico, culturale e scientifico. Con tale progetto, Barcellona ha quindi trasformato un quartiere industriale, in un nuovo modello che incentiva la sinergia e la collaborazione tra le aziende, le università e i nuovi talenti.

Si tratta di un edificio destinato a uffici, con un piano terra ad uso pubblico e caratterizzato da una facciata intelligente di cuscini in ETFE che vengono gonfiati e sgonfiati, con aria e nitrogeno, a seconda delle esigenze climatiche esterne: quindi in inverno vengono mantenuti gonfi così da utilizzarli come isolanti tra interno ed esterno e nei periodi caldi invece vengono sgonfiate per garantire un contenimento della spesa energetica.

A seconda dell’esposizione, le facciate presentano caratteristiche differenti creando un sistema di vuoti e pieni, luci e ombre; un risultato reso possibile dalla versatilità dei cuscini in ETFE, di colore differente, forme diversificate, serigrafati e non, opachi o trasparenti donano alla facciata un aspetto per l’appunto “dinamico”.

 

Che cosa è l’ETFE?

ETFE è l’acronimo di “Etilene Tetra Fluoro Etilene” è un materiale che inizialmente veniva impiegato in ambito spaziale ma che negli ultimi venti anni, grazie alla sue ottime caratteristiche prestazionali, trova sempre più impiego in architettura. Come il nome suggerisce si tratta di un polimero contenente fluoro e si presenta come una plastica leggera, trasparente come il vetro ma più leggero e più economico. Se inizialmente si presentava come un prodotto utilizzato in ambiti specifici, da quando venne utilizzato per il rivestimento dell’Eden Project in Cornovaglia, nel 2001, l’ETFE venne conosciuto in tutto il mondo.

Il progetto ha l’obiettivo di ricreare all’interno di due semisfere (realizzate per l’appunto con una struttura di acciaio ed ETFE) l’ambiente climatico tipo mediterraneo in una e tropicale nell’altra, con l’alloggiamento di oltre 135.000 piante, una delle caratteristiche di questo materiale è infatti che a seconda del numero di strati che si pongono si possono avere valori di trasmittanza e densità differente producendo ambienti con climi differenti.

I cuscini in ETFE sono formati da strati di pellicola e aria alternati che vengono gonfiati e messi in tensione, cosi da sopportare il carico applicato. Tali cuscini possono avere una larghezza massima di tre metri e mezzo e grazie alla combinazione con un telaio di alluminio si possono raggiungere luci anche di trenta metri

Per alcuni l’ETFE rappresenta l’evoluzione del vetro: vanta un peso di circa 350g/mq, può essere trasparente e opaco, ha una manutenzione ridotta ed è completamente riciclabile.

 

Come si produce l'ETFE

Inizialmente l’ETFE si presenta sotto forma di granuli, viene portato a una temperatura di 170°C reso molle e poi sottoposto a un processo di estrusione e stampato a soffio.

Per quanto riguarda i cuscini, questi vengono gonfiati con aria calda a bassa pressione per garantire la coibentazione dell’edificio e resistere alle intemperie, possono essere prefabbricati oppure montati sulla struttura portante direttamente in cantiere. I cuscini devono essere mantenuti a una pressione specifica di 500 N/mq, quindi sono dotati di un sistema di valvole tale da garantire questa condizione e nel caso in cui non ci fosse energia si manterrebbero gonfi per otto ore.

 

ETFE caratteristiche prestazionali

ETFE-Etilene-Tetra-Fluoro-Etilene

L’ETFE è un ottimo isolante perché trattiene al suo interno l’aria e riesce ad arrivare a un valore massimo di trasmittanza di 1.18 W/Mq K, riuscendo a filtrare la luce all’interno e le ombre. Per ciò che concerne la resistenza al fuoco, in generale i materiali plastici sono combustibili, ma l’EFTE essendo composto da fluoro ha intrinsecamente la caratteristica di essere incombustibile.

Oltre a essere un buon isolante termico, l’ETFE offre ottimi valori anche per l’isolamento acustico garantendo il confort degli utenti e non dovendo ricorrere all’utilizzo di ulteriori isolanti. E’ un materiale leggero, resistente e versatile, che crea ambienti piacevoli: può infatti essere illuminato dall’interno con Led oppure con videomapping, può assumere colori differenti o essere serigrafato.

 

Manutenzione e ciclo di vita

L’ETFE ha una manutenzione molto ridotta infatti, rispetto al vetro, i costi di pulizia vengono abbattuti perché è autopulente grazie all’azione della pioggia.

Resiste molto bene all’inquinamento atmosferico e non viene danneggiato dall’esposizione ai raggi solari. In caso di danneggiamento di uno dei cuscini, si può provvedere alla sostituzione del singolo pezzo oppure se lo strappo è contenuto si può riparare applicando un altro pezzo di ETFE sopra.

E’ un composto che non deriva dal petrolio e dal punto di vista del ciclo di vita, mantiene le sue caratteristiche prestazionali per i primi venti anni e una volta terminato il ciclo di vita è possibile riciclarlo del tutto semplicemente fondendo i fogli e ricreando dell’ETFE rigenerato. Il materiale grazie alle sue particolari caratteristiche riesce a prestarsi a diverse esigenze e apre un nuovo valore estetico, funzionale e sostenibile della facciata architettonica.

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