fitodepurazione

Impianto di Fitodepurazione

di Laura Tollis, Architetto


La fitodepurazione è un sistema tecnologico, che ricrea artificialmente un habitat, tipico in natura delle zone umide e acquatiche, capace di eliminare le sostanze inquinanti dalle acque. Essendo un metodo del tutto naturale e che non richiede energia aggiunta, può esser considerato totalmente ecosostenibile. La depurazione delle acque avviene tramite l’azione congiunta tra lo strato di ghiaia, le piante, il liquido refluo e i microrganismi presenti.

 

Al giorno d’oggi l’esigenza di rendere le nostre abitazioni poco alla volta sostenibili è sempre più forte. Se altri tipi di beni vengono cambiati frequentemente, ciò non accade per lo spazio dove passiamo più tempo della nostra vita, ossia la casa. Parte dell’edilizia abitativa italiana venne costruita seguendo principi differenti rispetto all’approccio progettuale odierno, che invece è attento a costruire abitazioni a impatto zero o quasi.
Da qui l’esigenza di studiare dei microinterventi che possano migliorare il funzionamento delle nostre abitazioni, permettendoci un risparmio in termini economici e soprattutto di risorse, le quali sappiamo non essere infinite.
Tra questi microinterventi che non richiedono particolare manutenzione, ma che danno alti risultati prestazionali, c’è il trattamento delle acque reflue tramite gli impianti di fitodepurazione, particolarmente adatti per le abitazioni che non sono allacciate a una rete fognaria pubblica. La fitodepurazione è un sistema tecnologico, che ricrea artificialmente un habitat, tipico in natura delle zone umide e acquatiche, capace di eliminare le sostanze inquinanti dalle acque. Essendo un metodo del tutto naturale e che non richiede energia aggiunta, può esser considerato totalmente ecosostenibile. La depurazione delle acque avviene tramite l’azione congiunta tra lo strato di ghiaia, le piante, il liquido refluo e i microrganismi presenti.
L’acqua così depurata, può iniziare un nuovo ciclo di vita ed essere utilizzare per irrigare il giardino, l’orto e come scarico dei servizi igienici.

 

COSA PREVEDE UN IMPIANTO DI FITODEPURAZIONE?

Un impianto di fitodepurazione si realizza con delle vasche, che possono essere interrate o posizionate fuori terra, rivestite al loro interno da un manto impermeabilizzante, un substrato di materiale inerte tipo ghiaia (di diversa granulometria) dove vengono posizionate opportune piante, tipiche degli ambienti palustri.
La depurazione dell’acqua è resa possibile dall’azione combinata tra la ghiaia, le piante e i microrganismi: l’acqua reflua arriva dagli scarichi e si posa in una vasca d’entrata (detta di carico), successivamente viene immessa (con flusso orizzontale o verticale a seconda del tipo di impianto) e le piante ne assorbono gli elementi nutritivi.
Successivamente i microrganismi, che attecchiscono sulle radici delle piante, gli trasferiscono l’ossigeno, che dà un forte contributo per l’eliminazione delle sostanze nocive. Infine il liquido viene drenato dalla ghiaia e arriva nella vasca di uscita, depurato e pronto per un nuovo utilizzo. Compreso il funzionamento della fitodepurazione, la scelta delle specie verdi deve essere molto oculata, in particolare deve ricadere in piante acquatiche sempreverdi.
Le più indicate sono:

 

QUALI TIPOLOGIE DI IMPIANTO SONO IN COMMERCIO?

Gli impianti di fitodepurazione possono esser suddivisi in:

  • sistemi a flusso superficiale (dove l’acqua è direttamente esposta all’atmosfera ed il suolo è costantemente sommerso);
  • sistemi a flusso sommerso (dove l’acqua scorre al di sotto della superficie e quindi non è in contatto diretto con l’atmosfera).

La prima tipologia si caratterizza con vasche poco profonde ed è più adatta per la depurazione di acque reflue provenienti dal settore terziario, con impianti che si posizionano a valle. In questo caso a una maggiore lunghezza della vasca corrisponde un maggiore percorso del refluo e quindi una azione depurativa più efficace. Per questo motivo i sistemi a flusso sommersi sono più utilizzati perché a parità di superficie possiedono una resa depurativa maggiore. Questi inoltre possiedono il vantaggio di non produrre odori e insetti, essendo il flusso non a contatto con l’atmosfera e quindi più adatti per usi domestici.
A seconda del flusso d’acqua i sistemi di fitodepurazione sommersi, a loro volta, possono esser classificati in:

  • impianto di fitodepurazione a flusso orizzontale;
  • impianto di fitodepurazione a flusso verticale;

Gli impianti a flusso orizzontale sono caratterizzati dal fatto che il refluo viene distribuito in modo continuo dal momento in cui entra al momento in cui esce depurato. Una leggera pendenza del fondo della vasca garantirà il moto del refluo.
Per questo tipo di impianto, la depurazione avviene in un ambiente saturo di acqua e quindi le vasche dovranno avere una profondità di circa 60-80cm.

Nel secondo caso, invece, il flusso da trattare viene immesso verticalmente grazie all’ausilio di una pompa con un carico alternato discontinuo. Le vasche hanno una profondità media di un metro e lo strato dell’inerte deve possedere una granulometria minore, rispetto a quelli a flusso orizzontale, per garantire un’omogenea distribuzione del refluo sul fondo.
Comparando questi ultimi due sistemi entrambi si prestano alla depurazione delle acque reflue domestiche ed offrono un’ottima resa prestazionale, il primo non necessitando di alcun sistema di pompaggio del refluo risulta essere meno oneroso e quindi consigliabile per singole abitazioni, mentre il secondo avendo una potenza maggiore lo si può consigliare per un complesso edilizio sui 100 “abitanti equivalenti”.

In ogni impianto inoltre può esser previsto un “degrassatore” che ha il compito di pretrattare il refluo per facilitarne la depurazione.

impianto-di-fitodepurazione

 

DIMENSIONAMENTO e POSA IN OPERA DELL'IMPIANTO

La superficie utile di una vasca di depurazione dipende dal numero di “abitanti equivalenti” che deve servire. L’abitante equivalente è definito come il “carico organico biodegradabile avente una richiesta di ossigeno a 5 giorni pari a 60 grammi di giorno” (secondo il D.Lgs 152/06).
Se l’impianto è a uso domestico, a ogni persona del nucleo familiare corrisponde un abitante equivalente a cui corrispondono 5mq di superficie. La posa in opera risulta molto celere essendo tutti elementi prefabbricati e non richiede una eccessiva manutenzione, che risulta ancora più comoda se le vasche sono posizionate fuori terra. E’ possibile inoltre costituire un sistema di vasche di fitodepurazione che possono essere collegate in serie o in parallelo.

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La legge quadro che contiene le norme per la tutela delle acque dall’inquinamento è il Decreto Legislativo n.152 del 2006, che introduce come strumento urbanistico il “Piano di Tutela”. Le finalità del decreto sono quelle di:

  • prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinanti;
  • conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguare protezioni a quelle destinate a determinati usi;
  • perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche;
  • Mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici nonché la capacità di sostenere comunità ampie e ben diversificate.

Tra gli strumenti indicati per la depurazione dei reflui ed il risanamento dei corpi idrici compare la fitodepurazione, particolarmente auspicabile in quanto trattamento naturale.

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