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LE RISTRUTTURAZIONI PASSIVE

Ristrutturare con criteri di risparmio energetico offre maggior comfort e ridotte spese di gestione.


In Italia, ogni anno la percentuale di nuovi edifici risulta inferiore all’1% degli edifici esistenti. Ciò significa che nei prossimi decenni la maggior parte delle persone in Italia continuerà a vivere e lavorare in vecchi edifici.

Dal momento che questi edifici hanno un consumo energetico superiore alla medi degli edifici di nuova realizzazione, essi offrono un potenziale di risparmio energetico ancora maggiore. Se si tiene conto di tutto, ristrutturare i vecchie edifici è economicamente vantaggioso e contribuisce al contempo a ridurre la dipendenza economica nazionale dell’importazione di energia dall’estero. E’ stato già dimostrato ed è ormai ben collaudato come sia possibile applicare con successo componenti Passivi agli edifici esistenti ma i dati di mercato come questo modello fatichi a decollare perché, al di là della mera riduzione dell’inquinamento ambientale, gli utenti fatichino a mettere affuoco l’opportunità economica perseguibile. Sarebbe allora il caso di provare a spostare, seppur di poco, il comune punto di vista sui vantaggi in gioco con un ragionamento che dia elementi per ricollocare concettualmente il fenomeno della “ristrutturazione consapevole” nel quadro più concreto dell’investimento sostenibile in termini ambientali ma soprattutto economici.

Una casa ristrutturata seguendo dei criteri di risparmio energetico, che offre un comfort elevato e ridotte spese di gestione, è molto più attraente per i locatori ed anche la possibilità di vendere o affittare aumenta sensibilmente. Mentre infatti i costi aggiunti dovuti all’impiego di componenti Passivahaus sono generalmente ridotti, il valore del fabbricato aumenta notevolmente indipendentemente da dove ci si trovi. A questo si aggiunge la necessità impellente di intervenire comunque sulla maggior parte del patrimonio immobiliare nazionale entro un decennio per cui varrebbe la pena fare proprio l’impegno a che ogni volta che un elemento costruttivo deve essere modernizzato tanto vale utilizzare materiali, operatori e tecniche orientate a garantire la qualità e le performance di una casa passiva 3.0.

 

DA DOVE COMINCIARE?

In ordine di importanza, quali sono gli investimenti da effettuare per intraprendere una ristrutturazione?</p>

Nel caso di rinnovamento energetico, è sempre meglio iniziare dagli elementi costruttivi che maggiormente necessitano di essere risanati. Se l’intonaco delle facciate sta cadendo a pezzi e deve essere quindi sostituito, si può scegliere di applicare contestualmente una coibentazione termica di spessore adeguato minimizzando quindi i costi addizionali. Tali costi sono comunque giustificati dal conseguente risparmio sui costi di riscaldamento. Può invece non essere sempre economicamente vantaggioso rinnovare elementi costruttivi solo per migliorare la coibentazione termica, quando tali componenti potrebbero funzionare ancora per molto tempo. Risulterà quindi conveniente valutare caso per caso la necessità di ogni intervento ma soprattutto definire un MasterPlan del progetto che, con ragionevole certezza se la valutazione è fatta da un tecnico, andranno affrontati su un orizzonte di 10 anni.
E’ vero infatti che, benché non sia un argomento felice, l’idea di strutturare programmaticamente gli interventi di riqualificazione ci fa risparmiare concretamente denaro prevenendo episodi gravi o danneggiamenti dell’immobile e definendo una sinergia tra materiali, performance e tecniche adottate nei cicli di ristrutturazione eseguiti negli anni. Analizzando casi concreti: se ad esempio il tetto viene risanato e coibentato, gli sporti di gronda anch’essi ingranditi nella misura opportuna per realizzare una futura coibentazione termica delle pareti esterne; allo sesso modo se si cambiano i serramenti prima di applicare uno strato di coibentazione esterno, laddove richiesto, ci si prepari ad affrontare problemi d’installazione e ponti termici che riducono sensibilmente la prestazione ottimale. Ecco perché bisogna sempre tener conto che se in ogni opera di risanamento si utilizzano componenti Passivahaus, ci si può avvicinare per gradi fino a raggiungere il livello ottimale di risparmio energetico, la massima soddisfazione dei committenti ed il maggior risultato dal punto di vista economico ma se gli interventi non rientrano in un progetto be definito nei tempi, materiali e soluzioni si va incontro ad un dispendio di energie e risorse.

 

PRIMA LA COIBENTAZIONE TERMICA O L’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO?

Un altro elemento di risparmio, oltre che di miglioramento del comfort percepito, è il sensibile abbattimento del fabbisogno termico per il riscaldamento, qui il beneficio si traduce nell’abbattimento della temutissima bolletta del GAS a fronte di una potenza termica minore per raggiungere le temperature interne gradevoli. Anche qui il principio di progettualità come criterio di convenienza trova conferma; dopo i principali interventi di ristrutturazione infatti (Ventilazione, Infissi e Isolamento termico), gli impianti di riscaldamento esistenti saranno chiaramente sovradimensionati e si potrà provvedere a sostituire la caldaia con un impianto di riscaldamento di potenza inferiore che meglio si addice ai nuovi, ridotti, consumi energetici. Se l’impianto di riscaldamento invece ha qualche problema o necessità che ci costringe alla sostituzione preventiva rispetto ai nostri programmi, è comunque importante installare già da subito il sistema più efficace possibile, ad esempio una caldaia a condensazione ad alto rendimento che potrà continuare a produrre energia una volta che la coibentazione sarà stata aumentata.

 

QUANTO COSTERA’?

Le spese aggiuntive per i lavori di ristrutturazione utilizzando i componenti Passivahaus ovviamente sono differenti da casa a casa. Per una plurifamiliare, si è stimato che l’impianto di ventilazione ed i serramenti passivi possono avere un costo aggiuntivo di 120€/m2 rispetto a comuni lavori di ristrutturazione in linea con gli standard garantiti dalla normativa vigente. Per una casa singola questi costi sono leggermente più alti a causa di una geometria meno favorevole. Tuttavia, prendendo in considerazione i risparmi sui costi energetici e gli incentivi concessi per interventi di efficientamento energetico, i lavori di ristrutturazione passiva sono convenienti come quelli tradizionali se fatti con criterio progettuale.

Parallelamente va considerato un aumento del benessere abitativo per i residenti ed una decisa riduzione dei costi di riscaldamento a dispetto dell’aumento dei prezzi dell’’energia. In ultima analisi bisogna considerare che una progettazione razionale permette di vivere nell’abitazione durante la ristrutturazione, abbattendo i costi connessi alla fruizione di alloggi sostitutivi. La programmazione riduce il tempo richiesto per l’installazione dell’impianto di ventilazione a 4 o 5 giorni ed un giorno per il montaggio dei serramenti. Durante questo periodo di interventi “interni” ci potrebbero essere chiaramente dei disaggi, ma non si è obbligati a dover lasciare la casa.

 

E POSSIBILE CHE UN INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE SECONDO I CRITERI DELLA PASSIVAHAUS SI RIPAGHI SOLAMENTE ATTRAVERSO IL RISPARMIO SUI COSTI ENERGETICI?

Questo dipende chiaramente dal costo dell’energia nei prossimi anni anche se i trend sono chiaramente orientati verso un aumento sistematico del costo dell’energia per cui non si vedono sensibili segnali di un’inversione di tendenza. La spesa complessiva di una casa passiva è attualmente già inferiore a quella di una nuova costruzione, ed è sicuramente più bassa dello status ante-ristrutturazione, ma la convenienza diventerà ancora maggiore non appena le banche inizieranno a concedere bassi interessi sui mutui sulla base della bontà del costruito come avviene in Svezia ad esempio.

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