sisma_bonus_2017

SISMA BONUS

di Francesca Di Mario


In seguito ai numerosi eventi sismici che si sono succeduti nel nostro Paese negli ultimi anni, basti pensare ai catastrofici casi del 2009 a L’Aquila, del 2016 nel Centro Italia e il recentissimo episodio di Ischia, il Governo ha iniziato a promuovere una cultura della conoscenza per far sì che tali catastrofi possano essere in qualche modo prevenute.


Oltre alle dolorosissime perdite umane, questi eventi hanno comportato un’enorme spesa sostenuta per l’emergenza e la ricostruzione. Si stima che la spesa annua media in questi casi sia di 3 miliardi di euro, costi che potrebbero invece essere destinati ad un adeguamento delle strutture così da arginare il problema a priori.
Ciò che si sta cercando di far capire alla popolazione è che la vulnerabilità del nostro patrimonio architettonico è data non soltanto dalla sismicità del territorio su cui viviamo, ma anche e soprattutto dalle condizioni in cui versano i nostri immobili, a volte degradati o carenti dal punto di vista della manutenzione e, nella maggioranza dei casi, già costruiti in modo inadeguato nei confronti del rischio sismico. Molti immobili sono stati edificati nella totale noncuranza della pericolosità sismica o in conformità a vecchie normative, ormai superate.

 

COS’E’ E A CHI È INDIRIZZATO IL BONUS

Il Sisma Bonus 2017 è una detrazione fiscale prorogata con la Legge di Bilancio 2017, che permette di usufruire di un incentivo per interventi di adeguamento o miglioramento sismico certificati da un tecnico abilitato, architetto o ingegnere.
Tale incentivo permette di detrarre dall’imposta lorda - Irpef o Ires - una percentuale delle spese sostenute, dal 50% all’ 85% in base ai casi, su una spesa massima di 96mila euro e può essere richiesto per interventi su immobili (prima e seconda casa), condomini e attività produttive che rientrino nelle zone sismiche 1,2 e 3.

Nel Sisma Bonus 2017 sono previste le seguenti novità:

  • Estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3, (in precedenza, solo 1 e 2)
  • Stabilizzazione per 5 anni, tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021
  • Riguarda gli immobili adibiti a: abitazioni, seconde case e ad attività produttive
  • Detrazioni in 5 anni (anziché 10)
  • Detrazioni premianti: maggiore è l’efficacia dell’intervento, maggiore sarà la detrazione
  • Cessione del credito ai fornitori per chi non può sostenere la spesa (con successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate)

Ecco i vari casi:

  • Bonus terremoto 2017: dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, per le spese sostenute per l’adeguamento antisismico degli edifici ricadenti nelle zone 1 e 2, è prevista una detrazione pari al 50% dei costi per una soglia massima di 96 mila euro da suddividere in 5 quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui si sono sostenute le spese.
  • Nuovo Sisma bonus 2017: a partire dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021, le famiglie e le imprese, che effettuano interventi di riduzione di rischio sismico di immobili ricadenti nelle zone 1, 2 e 3, tali da determinare il passaggio ad una classe inferiore di rischio terremoto, spetta la detrazione del 70% anziché del 50%. Se i lavori determinato la riduzione di 2 classi di rischio, la detrazione, invece, è pari all’80%.
  • Sisma bonus condomini 2017: dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per gli interventi di riduzione del rischio sismico effettuati sulle parti comuni dei condomini e sull’ intero edificio, che portano il passaggio ad una classe inferiore spetta una detrazione del 75%, se il passaggio invece è di due classi, l’85%, per un limite massimo di 96.000 euro.

 

ZONE SISMICHE IN ITALIA

Con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell'8 maggio 2003), l’Italia è stata suddivisa in 4 categorie a diverso grado di rischio sismico, in base alla frequenza e violenza dei terremoti e al picco di accelerazione al suolo, usato per valutare l’ampiezza del moto sismico.
Dunque le zone sono:

  • Zona 1 – Sismicità alta è quella a più alta pericolosità sismica, dove cioè si possono verificare forti terremoti e comprende 708 comuni, tra cui quelli dove si sono registrati gli ultimi terremoti più forti (Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio) [PGA oltre 0,25g.];
  • Zona 2 – Sismicità media [PGA fra 0,15 e 0,25g], vi rientrano 2.345 Comuni in cui potrebbero verificarsi terremoti abbastanza forti;
  • Zona 3 – Sismicità bassa [PGA fra 0,05 e 0,15g], vi rientrano i Comuni che potrebbero essere soggetti a terremoti modesti;
  • Zona 4 – Sismicità molto bassa [PGA inferiore a 0,05g], è la meno esposta al verificarsi di eventi sismici.

 

zone_rischio_sismico_italia

 

Per individuare la zona sismica in cui si trova l’edificio per il quale si vuole richiedere il beneficio è possibile fare riferimento alla ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata anche dall’INGV ,Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

 

IL PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE DELLA CLASSE DI RISCHIO

Il proprietario dell’immobile -o l’affittuario- incarica un professionista abilitato che deve valutare la classe di rischio della costruzione, prima dell’intervento. Tali classi variano da A+ (meno rischio) a G (più rischio) in base a parametri che tengono conto della sicurezza e degli aspetti economici.
Il rischio, secondo le “Linee Guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni”è dunque “la misura matematica per valutare il danno atteso a seguito di un possibile evento sismico” e dipende da:

 

  • pericolosità; probabilità che si verifichi un sisma, quindi basato sulle zone sismiche
  • vulnerabilità; valutazione delle conseguenze del sisma, cioè capacità degli edifici
  • esposizione; valutazione socio/economica delle conseguenze.

Dunque Le Linee Guida forniscono indirizzi di massima sulla progettazione e associano ai livelli di sicurezza un costo convenzionale in base ai dati del monitoraggio della ricostruzione a seguito del terremoto del 2009 in Abruzzo.
A questo punto il tecnico progetta l’intervento di adeguamento e determina quella che sarà la classe di rischio a seguito del completamento dell’intervento. Il direttore dei lavori e il collaudatore statico dovranno attestare la conformità del progetto a fine lavori.

 

METODI DI CALCOLO DELLA CLASSE DI RISCHIO SISMICO

Esistono due metodi per la determinazione della Classe di Rischio Sismico al fine di accedere ai bonus fiscali:

Ovviamente l’attribuzione della classe di rischio pre e post intervento deve essere effettuata con lo stesso metodo di analisi.

  • metodo semplificato: è basato su una classificazione macrosismica dell’edificio, la Scala Macrosismica Europea (EMS), ed è valido solo per gli edifici in muratura; ma proprio perchè è un metodo più speditivo, consente il miglioramento di una sola classe di rischio. Può essere utilizzato per una valutazione preliminare e per l’accesso al beneficio fiscale nel caso di interventi di rafforzamento locale.
  • metodo convenzionale: applicabile a qualsiasi tipologia di costruzione, consente la valutazione della Classe di Rischio della costruzione basandosi sui metodi stabiliti dalle Norme Tecniche. Questo metodo può portare al miglioramento di una o due classi di rischio. Il progettista deve considerare due parametri : la Perdita Annuale Media attesa (PAM), espressa in percentuale in base ai danni prodotti dagli eventi sismici che si manifesteranno nel corso della vita della costruzione, e l’Indice di Sicurezza (IS-V) della struttura, basato sul raggiungimento dello Stato Limite di Salvaguardia della Vita. E’ quindi un calcolo molto più complesso poiché prevede le verifiche di sicurezza agli Stati Limite, previste dalle Norme Tecniche.

NEWSLETTER

APPROFONDIMENTI

TESLA
POWERWALL 2
POWERWALL 2
La batteria domestica Tesla
powerwall-2-tesla
SISMA
RICOSTRUZIONE
Antisisma
Certificato di stabilità
certificato_di_stabilità_casa
RISORSE
IDRICO
RECUPERO ACQUA
Trattamento e il riuso
recupero_acqua_piovana
MATERIALI
COMFORT
Biomateriali
Una scelta per Il nostro benessere.
materiali-naturali-in-casa
ARCHITETTURA
ABITARE
Container
Soluzioni per ristrutturare.
riscaldamento-casa

 

SPONSOR

 

SOCIAL NEWS

Azienda

EUDOMIA

Indirizzo: Via Bruno Serotini 89
00135 Roma (RM) - Italia

Tel: 328 982 6756 - Fax: 06 303 10 790
E-mail: info@eudomia.com

Seguici

facebook-eudomiatwitter-eudomiapinterest-eudomiagoogle+_edudomia

Contattaci