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Vecchie stazioni ad uso gratuito

A enti locali e associazioni no profit che si occupino della manutenzione

Sono circa 1.700 le vecchie stazioni ferroviarie ad oggi del tutto prive del personale delle Fs, svuotate dall'evoluzione tecnologica perché gestite a distanza mediante dispositivi informatici e poco accoglienti - per utilizzare un eufemismo - agli occhi dei rari viaggiatori che vi transitano. Sono le cosiddette stazioni "impresenziate", piccoli edifici di proprietà delle Ferrovie dello Stato privi di possibili sviluppi commerciali che con il passare del tempo rischiano di diventare fatiscenti, mentre nell'immediato sono seriamente esposti a possibili raid vandalici.

Per evitare che tutto questo accada Ferrovie dello Stato Italiane ha individuato un percorso di riorganizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare inutilizzato. Le stazioni "impresenziate" potranno infatti essere affidate a Comuni, Enti locali e Associazioni no profit attraverso contratti di comodato d'uso gratuito a patto che gli utilizzatori mantengano gli stabili puliti ed efficienti, sgravando così le Fs dai costi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

"Attualmente - spiegano dalle Ferrovie dello Stato - sono circa 1.700 le stazioni impresenziate della Rete Ferroviaria Italiana che il Gruppo FS sta concedendo tramite contratti di comodato d’uso gratuito alle associazioni e ai comuni affinché siano avviati progetti sociali che abbiano ricadute positive sul territorio e per la qualità dei servizi offerti nelle stesse stazione (ad esempio esposizioni artistiche, accoglienza turistica, ludoteca, riunioni di quartiere, protezione civile, vigili urbani, assistenza ai disagiati, pro-loco, ecc.). Di queste, circa 480 stazioni, corrispondenti ad una superficie di oltre 79.000 mq, già sono state assegnate".

"Un esempio importante e recente di progetto di riqualificazione del patrimonio è stata la trasformazione di parte della stazione di Ronciglione (in provincia di Viterbo) in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da malattie oncologiche. La stazione è stata ceduta in comodato d’uso gratuito per sei anni, ora è del tutto trasformata e gestita dall’Associazione Cuore di Mamma".

La durata ordinaria di un comodato è da 5 a 9 anni, salvo casi particolari in cui la durata può essere estesa a fronte di importanti impegni finanziari sostenuti dal comodatario per la ristrutturazione degli immobili affidati. Insomma, un esempio di come trasformare un problema in un'opportunità, garantendo un “presenzialismo indotto” della stazione, con positivi effetti sulla cittadinanza anche in termini di qualità e decoro.

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