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STUFE A PELLET E DETRAZIONI FISCALI

di Giulia Monte, Architetto


Le stufe a pellet hanno conosciuto, negli ultimi anni, una grande diffusione grazie ai vari vantaggi che presentano. Innanzitutto il combustibile necessario per il funzionamento è un materiale ecologico, facilmente trasportabile e che non inquina l'ambiente, inoltre, il serbatoio è dotato di chiusura a tenuta stagna percui non si hanno fastidiose perdite di fumo.

La stufa a pellet rappresenta una soluzione ottimale per chi vuole riscaldare la propria casa nel totale rispetto dell’ambiente e con un sostanziale risparmio economico. La combustione di questo tipo di stufa contribuisce infatti a ridurre l’impatto della C0₂ sull’ambiente, in quanto l’anidride carbonica emessa è la medesima che le piante hanno assorbito per svilupparsi e che alla morte di esse tornerebbe nell’atmosfera.

Il combustibile utilizzato è appunto il pellet, ricavato dall’essicazione della segatura, che viene poi compattata sotto forma di tanti piccoli cilindri di dimensione variabile. Essi sono biocombustibili, perché derivano da un elemento naturale non trattato. Il pellet si acquista in sacchi e in base alla sua qualità può variare la resa in termini di calore e velocità di combustione, ma in linea di massima una ricarica di serbatoio basta per un paio di giorni.

Rispetto alla legna il pellet è un materiale molto comodo da utilizzare, inoltre è perfettamente essiccato, non richiede accensioni complicate, e una volta partito il fuoco non c’è bisogno di controllarlo o riattizzarlo. Da un punto di vista estetico la stufa a pellet è simile ad una normale stufa a legna, realizzata con conduttori in acciaio inox o ghisa, rivestita di materiali vari, tant’è che sul mercato sono innumerevoli le soluzioni per quanto riguarda la potenza, le dimensioni e l’estetica per un facile inserimento in ambienti sia tradizionali che moderni.

 

COME FUNZIONANO LE STUFE A PELLET

L’installazione delle stufe a pellet risulta facile anche in posizione decentrata rispetto alla canna fumaria, grazie allo scarico dei fumi forzato e di ridotte dimensioni; i fumi vengono quindi espulsi grazie ad una ventola per il tiraggio tramite la canna fumaria o il collegamento con l’esterno. La stufa funziona con accensione automatica e comandata, basta riempire il serbatoio di pellet e premere un pulsante. È necessaria chiaramente la corrente elettrica per il funzionamento. La maggior parte di esse presenta meccanismi di auto-accensione, controllati da un termostato. Essendo inoltre stufe automatiche, hanno spesso comandi a distanza.

Prima di acquistare una stufa a pellet è necessario progettare e verificare il luogo di installazione della canna fumaria e del comignolo, conoscere le normative in vigore in materia di scarico fumi e rivolgersi ad un tecnico esperto, non solo per garantirsi un tiraggio ottimale, una combustione che riduca i fumi e le emissioni dannose, ma soprattutto per rendere sicura la propria abitazione, considerando comunque che è possibile sfruttare la canna fumaria di un camino preesistente. Gli interventi di manutenzione richiesti sono davvero minimi, solo il cassetto della cenere deve essere svuotato periodicamente e almeno una volta all'anno devono essere puliti i tubi dalla fuliggine.

 

STUFE A PELLET PREZZI E DETRAZIONI

Il costo di acquisto e installazione di una stufa a pellet si può ammortizzare nel tempo, grazie al risparmio energetico garantito durante l'utilizzo. In commercio, esistono diverse tipologie e in media i costi di acquisto si aggirano da un minimo di 1.000 euro fino ad un massimo di 5.000-10.000 euro per i modelli multifunzioni mentre un sacco di pellet da 15 kg costa all’incirca 4 euro. È importante sapere che esistono delle detrazioni per chi installa questo tipo di stufa: se l’acquisto avviene a seguito di una ristrutturazione edile, allora si ha diritto alla detrazione bonus ristrutturazione al 50% mentre se viene fatto per accrescere l’efficientamento energetico dell’abitazione, che deve essere documentato dal tecnico, si ha diritto alla detrazione Ecobonus al 65%, a patto che il rendimento energetico, ottenuto con la stufa a pellet, sia superiore all’85%.

Si possono scaricare le spese tramite il modello 730 e il nuovo modello Redditi. È possibile detrarre quindi dalla spesa totale queste percentuali dividendole in 10 quote annuali a partire dalla prima dichiarazione dei redditi fatta subito dopo l’acquisto della stufa.

I contribuenti interessati a beneficiare della detrazione spesa stufa pellet 2018, e fruire quindi delle agevolazioni fiscali del 50% o del 65% a seconda che l’acquisto sia agevolabile con il bonus ristrutturazioni o Ecobonus, devono seguire alcune importanti istruzioni stabilite dall’Agenzia delle Entrate:

  • la detrazione spetta solo se l’installazione della stufa è eseguita da un tecnico qualificato e autorizzato a rilasciare il certificato di conformità sulle capacità termiche del prodotto;
  • il pagamento della stufa a pellet deve avvenire attraverso il bonifico parlante bancario o postale, ossia, uno speciale bonifico in cui devono essere indicati obbligatoriamente i dati anagrafici di chi acquista e di chi vende, codice fiscale o partita iva e la causale di versamento.
  • bisogna trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori la dichiarazione del produttore sulle capacità termiche della stufa a pellet.
  • bisogna dividere la spesa complessiva scontata del 65% o del 50% in 10 quote annuali di pari importo e portare a detrazione la prima quota sulla prima dichiarazione dei redditi utili, compilando i relativi quadri del modello 730/2018 o modello Redditi 2018 ed indicando i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione o riqualificazione energetica.
  • bisogna presentare tutta la documentazione relativa alla stufa a pellet compreso il certificato di conformità ed il bonifico che dimostra l’acquisto, al Caf, al commercialista o a chi presta l’assistenza fiscale. I documenti vanno poi conservati per eventuali accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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